Le monarchia spagnola
Tra il 1000 e il 1492 il territorio iberico, occupato dagli Arabi, tornò in mano cristiana (Reconquista). Già dal 1212 gli Arabi conservarono solo Granada (che sarebbe caduta nel 1492). Il resto del territorio era diviso in quattro regni: Aragona, Castiglia, Navarra e Portogallo. I primi due regni, molto diversi tra loro, erano i più importanti. L'Aragona controllava le Baleari, la Sicilia, la Sardegna e il Regno di Napoli.
Nel 1469 il matrimonio di Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona portò all'unificazione della Spagna. La monarchia si rafforzò dotandosi di un efficiente apparato burocratico e di un esercito permanente, ma il suo tratto più caratteristico fu la forte impronta cattolica.
Il paradosso spagnolo
La Spagna condusse una politica di forte intolleranza religiosa, grazie anche all'operato della Santa Inquisizione. Ciò produsse unità ideologica, ma determinò persecuzioni e gravi conseguenze economiche. Ebrei e Mori erano i ceti più produttivi, ma l'intolleranza nei loro confronti portò gli Spagnoli a considerare l'attività lavorativa un disonore e ad assumere come modello l'aristocrazia parassitaria. La capacità produttiva del paese si immiserì.