lunedì 31 dicembre 2012

Comuni, Signorie e Principati



Nonostante l'appartenenza formale all'Impero, in molte città del Centro-Nord, con l'incremento delle attività mercantili, nell'XI secolo nacquero i Comuni. I Comuni, fondati e amministrati da gruppi di cittadini, svolgevano le tipiche funzioni statali e si affermavano indipendenti da qualsiasi altro potere. L'età comunale fu all'apice tra il XII e il XIII secolo. Con il tempo iniziarono le lotte tra le frazioni cittadine e si cercò di ripristinare l'ordine irrigidendo le istituzioni: dal governo dei consoli si passò a quello del podestà e infine a quello di un signore. Nacque così la Signoria. Tra il XIV e il XV secolo le Signorie si estesero, diventando Stati regionali e assumendo il carattere di monarchie: i signori ottennero il riconoscimento ufficiale del loro potere dell'imperatore o del papa attraverso la concessione di titoli nobiliare. Le Signorie divennero così Principati e i cittadini sudditi.


sabato 1 dicembre 2012

Gli Stati regionali


Nella Penisola sia affermarono una serie di Stati, tra i quali spiccavano:
-il Ducato di Savoia;
-il Ducato di Milano, uno degli Stati più importante e fiorenti, dove il potere appartenne alla famiglia dei Visconti e poi agli Sforza;
-la Repubblica di Venezia, che non divenne una Signoria ma uno Stato oligarchico. Nel Trecento cercò il primato commerciale nel Mediterraneo e nel Quattrocento si espanse verso la terraferma;
-la Repubblica Fiorentina, in cui il governo divenne sempre più espressione della ricca borghesia e poi passò nelle mani della famiglia dei Medici, che diede alla città grande prestigio;
-lo Stato della Chiesa, che nel Trecento attraversò una crisi a causa del trasferimento della sede papale ad Avignone. Dopo il tentativo di Cola di Rienzo di instaurare la repubblica, il potere papale fu rafforzato e il papa tornò a Roma. Nacque lo Stato Pontificio e il papa prese a comportarsi come un principe;
-il Regno di Napoli. Dopo la pace di Caltabellotta (1302) il Regno di Sicilia fu smembrato. Gli Angioini ottennero il Regno di Napoli, uno Stato vasto e arretrato, ancora di tipo feudale. La monarchia, contrastata dai grandi feudatari (i baroni) non riuscì ad accentrare il potere. Nel 1442, dopo lunghe lotte, la corona passò agli Aragonesi, che già controllavano la Sicilia e la Sardegna: l'unità del vecchio Regno normanno fu ritrovata.
 

mercoledì 28 novembre 2012

Dalle guerre all'equilibrio

Guerre di predominio

Tra la fine del XIV secolo e la metà del XV, gli Stati italiani si scontrarono per il predominio sulla Penisola. Tuttavia nessuno di essi riuscì a diventare egemone e non si avviò alcun processo di unificazione territoriale e politica come era avvenuto nel resto d'Europa.

 

Il sistema dell'equilibrio


Nel 1454, con la pace di Lodi, Milano, Venezia, Firenze, Roma e Napoli misero fine alle guerre e si riunirono nella Lega Italica, impegnandosi  a conservare la pace. Seguirono quarant'anni di relativa pace, durante i quali gli Stati settentrionali attraversarono un periodo di prosperità economica e culturale, mentre il Sud rimase arretrato. L'equilibrio era però fragile: l'Italia rimaneva in una situazione di debolezza di cui avrebbero approfittato le grandi monarchie europee.